Crisi sola igiene del mondo
Il nostro Presidente della Repubblica dice di non vedere alcun boom, mentre Grillo da par suo gli ha risposto che il boom non si vede ma si sente. Bersani, andandoci vicino, commentando i risultati delle amministrative del 2012, ha preferito non gettare benzina e circoscrivere l’exploit del M5S (non uso più il termine boom per evitare fraintendimenti) ad una domanda, una precisa richiesta alla classe politica. Dopo tanto tempo mi sento di dare ragione a Bersani: si badi bene, non ragione politica, dato che, è pacifico, ognuno può pensare quello che vuole, ma ragione intellettuale, vale a dire che a mio avviso Bersani ha correttamente attivato le proprie sinapsi, smesso di bere birra, e ha forse capito che aldilà delle foto di Vasto o di Palazzo Chigi, l’elettorato globale, il popolo tout court ha un’enorme domanda da porre ai partiti: SERVITE ANCORA?
Diciamocelo francamente: a fare gli “amministratori di condominio” sono più bravi i manager, i neo-yuppies (che poi sono sempre gli stessi, ma si sa , dopo 30 anni i capelli cadono o al più ingrigiscono), che possono passare indifferentemente dall’amministrazione di Parmalat, Unicredit, Fiat a quella dello Stato, che possono continuare a fare i baroni (ergo a non insegnare direttamente, né a fare ricerca, né a esaminare i propri allievi e/o dottorandi) e nello stesso tempo a tagliare tutto quello che c’è da tagliare nell’istruzione pubblica, e senza nemmeno il bisogno matematico della solita claque, del codazzo di parvenu, di puttane, lauree false albanesi, tesorieri ecc. E’ sufficiente un’investitura presidenziale, della BCE, dell‘FMI e siamo a cavallo. Dire questi sono gli unici soldi che abbiamo (escludendo corruzione, patrimoni scudati, spese di guerra, enti inutili e vuoti di sostanza ecc.) e ce li dobbiamo far bastare stride assai con il concetto post-moderno di campagna elettorale, o quantomeno ne anestetizza gli effetti. Se da un lato può permettere il giochino che in Italia ci piace tanto, lo scaricabarile, dall’altro dimostra che la domanda del popolo ai partiti tradizionali è quantomai semplice: se dite di non potere fare nulla, imbrigliati da quella suprema roulette russa che è il capitalismo globalizzato ultraliberista, cosa ci state a fare? Perchè prendete migliaia di euro al mese? Se ci vogliono i tecnici che siano almeno dal basso, e non decisi da un novantenne prossimo alla pensione e dal sistema bancario europeo.
Personalmente sostengo che nemmeno il grillismo riuscirebbe a riformare un sistema marcio dalle fondamenta. Nei primi anni del XX secolo Marinetti decantava la guerra, sola igiene del mondo, ritenendo appropriata una cesura con il mondo precedente, con una rivoluzione industriale che aveva sconvolto i canoni di una società borghese e mummificata, moltiplicando masse di pezzenti alla ricerca di un posto, di uno scopo e di una dignità nella società: con il 1945 si capì che l’eliminazione fisica degli inferiori non avrebbe più potuto essere considerata desiderabile né tantomeno tollerabile nell’Europa “Occidentale e democratica”. All’inizio dell’ultimo quarto del secolo, l’Iron Lady M. Thachter ebbe a dire “And you know, there is no such thing as society.”, vero e proprio dogma della propria dottrina di politica economica. Questo concetto si è fatto strada fino a noi, sino a diventare spesso, un assunto acritico, una verità biologica, dove il mondo si divide tra chi “ce la fa e chi non ce la fa”, come si può udire oggi in qualsiasi call center, o in un altro di questi laboratori di profitto e sfruttamento: fare dimenticare che una società esiste, in quanto esistono luoghi dove chi nasce lo fa con proprietà già intestate e una scrivania già pronta nella stanza dei bottoni, mentre in altri si nasce con la data di scadenza , è non solo falso, ma anche immorale.
Nel nostro Paese ovviamente abbiamo un tasso di mortalità infantile inferiore al 4 per mille, ma abbiamo un altro dato che ultimamente ci martella, fino a diventare un vero e proprio boom, che può vedere persino Napolitano: il tasso dei suicidi a causa della crisi. Passato il concetto che il mondo si divide tra chi “ce la fa e chi no”, cosa fare dei secondi? Ci sono i soldi per sostenerli? No. Al massimo abbiamo buone scorte linguistiche, pagine bianche nei vocabolari, e poter così creare parole come “esodati” senza manco sapere di cosa stiamo parlando. Di CHI stiamo parlando. L’unica cosa che mi fa più male dell’impotenza è la menzogna: siccome la classe politica conosce le prospettive future (perchè tali conseguenze sono strutturalmente legate al sistema esemplificato dalla Thatcher), prima si nega, e poi si dice che siamo a rischio catastrofe, così che sembreremo sempre sull’orlo dell’abisso, senza possibilità di capire che ci siamo già dentro.
L’ultimo suicida, dell’ 11/05 lo conoscevo, si chiamava Mauro Rossini, aveva 48 anni, operaio disoccupato.




Complimenti! Ottimo articolo
che poi wired http://daily.wired.it/news/scienza/2012/05/09/tasso-suicidi-italia-crisi-75241.html può portare dati a sostenere la tesi opposta, dimenticando 1) che è una questione di qualità come cantava qualcuno, vale a dire che nella statistica di wired I dati non sono qualitativi, non si sa perchè la gente si uccideva prima, e perchè si uccide adesso. Se si va nella home page di wired con l'hashtag suicidi, si trova a corredo l'articolo sui suicidi alla apple, come mai? perchè lì si ammazzano nella stesa fabbrica e quindi le statistiche si prendono dal quel campione là. Se lo 0,58% si ammazzava the solo per 1000 motivi, mentre oggi lo fa lo stesso numero anche perchè non lavora, come si fa a dire che non è rilevante la crisi?
2) la frase finale del medico nell'articolo di wired fa ridere: persone con poco qualifica, abituati alla routine del lavoro salariato, senza possibilità di reinventarsi, senza possibilità (spesso) di migliorare la propria istruzione e la propria cultura (anche per capire le cause della crisi che li investe, soprattutto dal punto di vista esistenziale) correranno o no il rischio di avere problemi di tenuta psicologica a causa della crisi?
È una questione di qualità